Economia

Finanza: netta ripresa degli investimenti nell’Eurozona

Momento davvero favorevole per l’Eurozona, almeno stando all’ultimo bollettino della Bce pubblicato nei giorni scorsi. Si parla infatti di una netta ripresa degli investimenti, un cambiamento che si prospetta duraturo e che potrebbe fare entrare i Paesi dell’Eurozona in una nuova fase di crescita.

Il Bollettino di Bruxelles contiene un grafico dal quale appare evidente il contributo dei vari paesi della zona euro all’evoluzione degli investimenti reali delle imprese. Per altre notizie sugli investimenti, il sito InvestimentiSicuri24.com è molto sicuro e affidabile nelle guide.

ripresa degli investimentiFra il primo trimestre 2013 e il secondo trimestre 2016 il paese che ha dato il contributo maggiore è stata la Spagna, seguita da Germania, Francia, Olanda e, in coda, l’Italia a un livello pari alla metà del contributo olandese.

Il rapporto tra investimenti in termini reali delle imprese e valore aggiunto ha ora superato la media di lungo periodo e ciò significa che una serie di fattori positivi anti-ciclici, non certo ultima la politica monetaria espansiva condotta dalla Bce, hanno agito in profondità. Oggi se ne può finalmente avere una prova. L’incidenza degli investimenti è stata generalmente più elevata in Germania e Spagna rispetto alla Francia, paese nel quale è maggiore l’intensità dei servizi.

L’analisi della Bce è interessante perché dà il senso di un cambiamento nelle condizioni che favoriscono gli investimenti che potrebbero essere duraturo e, forse, potrebbero reggere in prospettiva in uno scenario in cui sarà gradualmente superato l’accomodamento monetario.

Nell’area dell’euro, scrivono gli economisti della Banca centrale europea, il calo delle aspettative di crescita del pil a lungo termine, che ha accelerato nel corso della crisi contribuendo probabilmente alla diminuzione degli investimenti, sembra essersi fermato negli ultimi anni.

Un impatto “significativo” sulle decisioni di investimento lo hanno esercitato le condizioni della domanda, la riduzione della capacità produttiva utilizzata e il miglioramento degli utili societari. Quest’ultimo indica che le imprese sono maggiormente in grado di finanziare gli investimenti con fondi interni invece di ricorrere al debito. Si tratta di un fenomeno generalizzato in tutti i grandi paesi della zona euro che indica come risorse liquide possono essere usate rapidamente se ci fossero opportunità di investimento.

L’incremento degli utili non distribuiti è dovuto al calo dei pagamenti netti per interessi, ai salari moderati e alla frenata nel versamento dei dividendi. Infine c’è un quarto fattore: si è ridotta “in misura significativa” l’elevata incertezza finanziaria che induceva le imprese a rinviare decisioni di investimento. Insomma, è il momento giusto per investire e le aziende se ne sono rese conto.

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