Thursday, 17 August 2017
Economia

Frazionamento catastale: suddividere in due un immobile

Suddividere in due un ampio immobile, o accorpare due unità abitative vicine, rientra tra le opere di manutenzione straordinaria che possono godere delle detrazioni fiscali stabilite dal decreto Sblocca Italia.

Quindi chi divide in due una casa può detrarre le spese dell’operazione secondo le regole stabilite dalle norme a riguardo.

Come effettuare un frazionamento

frazionamento catastalePer effettuare un frazionamento, o un accorpamento, che possa godere degli sgravi previsti dalla legge è necessario prima di tutto valutare se sia necessario richiedere alcuni permessi presso le autorità locali competenti.

Nel caso in cui non si modifichi in alcun modo la volumetria complessiva dell’immobile in questione e non si debbano svolgere opere edili di importante rilevanza è sufficiente iniziare i lavori di divisione o di accorpamento, dopo aver presentato al comune la CILA.

Questo documento necessita della professionalità di un tecnico abilitato a compilarlo, in quanto egli dovrà certificare che i lavori non toccheranno in alcun modo delle strutture portanti o gli elementi strutturali dell’immobile.

Inoltre il tecnico attesta che i lavori sia conformi alle norme energetiche e antisismiche. Al termine dei lavori si dovrà anche richiedere la variazione catastale per l’immobile in questione.

Che tipo di detrazione

I lavori di frazionamento e di accorpamento di due appartamenti vicini sono da considerare manutenzione straordinaria, per questo godono della detrazione del 50% delle spese effettuate. Tale detrazione si applica alla rata IRPEF o ISEE annuale del proprietario dell’immobile, suddivisa in 10 rate.

Per poterne godere è necessario che tutte le opere siano saldate con bonifico bancario, inserendo nella causale il codice fiscale del committente e della ditta incaricata dei lavori e una precisazione sul fatto che si tratta di opere che possono godere della detrazione suddetta.

Se il committente ha più di 65 anni può ottenere la detrazione suddivisa in sole 5 rate a scadenza annuale. Tale detrazione non può dare vita a credito d’imposta; se quindi il committente paga una rata annuale IRPEF o ISEE inferiore alla detrazione, non potrà ricevere l’ammontare eccedente, che andrà quindi perso.

Le ricevute dei pagamenti dovranno essere conservate e allegate alla dichiarazione dei redditi annuale, anche quelle che riguardano le imposte saldate presso gli uffici comunali.

Rientrano nella detrazione anche eventuali mobili acquistati dopo la ristrutturazione, così come elettrodomestici, impianti di allarme e di illuminazione. La spesa massima detraibile ammonta a 96.000 euro, cifre al di sopra di questa non potranno godere della detrazione.

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