Friday, 23 February 2018
Tecnologia

IIT: eccellenza italiana nel settore della ricerca

“IIT”: tre lettere che per molti non significano niente. Le cose non migliorano nemmeno se sciogliamo l’acronimo e scopriamo che IIT sta per “Istituto Italiano di Tecnologia”, il centro di ricerca con sede a Genova creato per l’avanzamento scientifico in Italia. Un vero gioiello per il nostro Paese, un’eccellenza.

Eppure molti, nella stessa Genova, non sanno nemmeno che esiste un luogo del genere. Un luogo dove lavorano più di 600 esperti di fisica, robotica, neuroscienze e chimica provenienti da tutto il mondo, per una media di età che non supera i trent’anni, tutti occupati nelle più disparate attività di ricerca.

Attivo dall’ottobre del 2005 e finanziato in parte con contributi stati e in parte con donazioni private, l’IIT è nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, attirando il contributo di ricercatori ed esperti da tutto il mondo, oltre a fornire un’importante piattaforma per il rientro dei cosiddetti “cervelli in fuga” italiani emigrati all’estero.

eccellenza italianaSebbene l’IIT sia un istituto completamente statale (di proprietà del Ministero dell’economia), esso è governato da una fondazione che segue le regole del diritto privato, a differenza di altre istituzioni quali università pubbliche italiane o il CNR. Questa scelta fu dettata dalla necessità dell’istituto di poter operare attraverso una struttura più simile a quella aziendale, come avviene per il Max Planck Institute in Germania.

La struttura di ricerca, presso la sede genovese, è articolata in vari dipartimenti e laboratori: robotica avanzata, scoperta e sviluppo farmaci, neuroscienze e tecnologie del cervello, robotica e scienze cognitive del cervello, nanochimica, nanostrutture, nanofisica, analisi di modelli e visione automatica, microscopia ottica.

Il fiore all’occhiello dell’istituto è però forse proprio la robotica. È infatti nato a Genova “ICub”, l’androide robot più completo tra quelli progettati fin’ora, capace di un’infinità di movimenti fino a qualche anno fa impensabili per un automa. Il “cucciolo” robot capace di imparare dai propri errori è stato progettato proprio all’IIT e ne è diventato un po’ il simbolo, la prova del successo di un istituto tra i più rinomati al mondo, eppure così poco conosciuto proprio qui, in Italia.

Nonostante la scarsa fama, l’IIT continua senza sosta la sua attività, attirando giovani scienziati da tutto il mondo e permettendo il rientro in Italia di molti “cervelli in fuga”. Senza ombra di dubbio, un’eccellenza da tutelare e di cui essere orgogliosi.

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